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Esperti alimentari, giornalisti, addetti alla ristorazione e panificatori. In una sala gremita in Camera di Commercio a Pescara, si è parlato di fake news nel campo dell’alimentazione e le scoperte sono state davvero tante. L’evento organizzato con il patrocinio ed il contributo dell’ente, è stato curato e promosso dalla FIESA – Federazione Italiana Esercenti Specialisti dell’Alimentazione e da Confesercenti Abruzzo.

Dopo i saluti istituzionali a cura del Vice Presidente Vicario Lido Legnini che ha sottolineato l’importanza dell’agroalimentare come canale da tutelare per la promozione e la valorizzazione del territorio, è toccato al Presidente regionale di Confesercenti Daniele Erasmi che commenta l’importanza dell’educazione alimentare sin da piccoli al fine di evitare le “bufale” del sistema informativo mondiale che distorce un campo tanto importante quale quello dell’alimentazione appunto.

E le bufale sono tante, troppe come dice Antonio Pacella, medico nutrizionista, che ha parlato di “Pane, pizza e panettoni: errori clinici e nutrizionali”. “C’è tantissima confusione” esordisce il medico “oggi compriamo troppo, mangiamo troppo e sprechiamo troppo, ben 500 euro a famiglia ogni anno.
Da una realtà fatta di poveri siamo passati ad un’altra popolata da ricchi che acquistano male: in poche parole, siamo passati dalla fame all’eden, in cui i bisogni sono tanti e le competenze per valutare la correttezza delle informazioni troppo poche. Nonostante i 2,1 miliardi di persone obese, non ci informiamo, ci limitiamo a leggere i titoli e diventiamo appunto vittime delle fake news.”

Tra le bufale più esilaranti quelle relative all’olio di palma, al kamut che non è un cereale bensì un brevetto, all’integrale che fa bene nonostante il lettine contenuto. “Oggi ci siamo ammalati di ortoressia e bigoressia, l’ossessione  del corpo perfetto ma in realtà l’unica cosa da cui dobbiamo difenderci2, sottolinea Pacella è il mangiare troppo. E’ importante infine ribadire che il cibo non cura, al massimo può prevenire delle malattie ma, ribadisco, non cura”.

Sullo stesso tono, la dichiarazione di Simona Lauri, tecnologo alimentare, esperta di deontologia professionale che ha trattato il delicato tema delle “Fake news in campo alimentare e di reati che si possono evitare in panificio e pizzeria”. “È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio” – asserisce la Lauri. “Da una piccola bufala si scatena uno tsunami. La prima battaglia che ho condotto nel settore dell’arte bianca è stata quella contro il kamut, nel 2013. Il kamut non è un cereale ma un marchio commerciale. Ci sono voluti tre anni per far modificare i regolamenti che riportavano questa totale inesattezza e sono le stesse aziende ad effettuare le frodi ”.